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Gli italiani investono con tranquillità nel mattone

Il 75% investirebbe in case. In recupero Borsa e fondi. L’ occupazione e’ la prima emergenza.
Stravincono come sempre gli immobili nelle preferenze di investimento degli italiani. Mentre il timore di perdere il posto di lavoro rimane al centro delle preoccupazioni delle famiglie quanto ai principali motivi di incertezza per il prossimo futuro.
E’ quanto emerge dal sondaggio realizzato dall’istituto demoscopico triestino TomorrowSwg e condotto nel periodo compreso fra il 3 e il 7 settembre su un campione di intervistati statisticamente rappresentativo dell’intera popolazione. L’ analisi fa il punto sugli umori profondi dei risparmiatori a un anno esatto dall’inizio della crisi economica e dei mercati innescata dal fallimento della banca americana Lehman Brothers.

 

Colpisce il sostanziale accordo tra le valutazioni degli investitori istituzionali emerse dal sondaggio condotto da CorrierEconomia e le paure degli italiani quanto alla centralita’ del problema occupazionale ai fini della ripresa. Il miglioramento della disoccupazione, secondo gli specialisti, sara` l’indicatore piu’ importante di uscita dalla crisi. Mentre per la gente comune la carenza di lavoro rappresenta oggi l`emergenza principale.

 

Gli italiani temono per il proprio futuro e per quello dei propri figli, che spesso sono in contatto con un mondo del lavoro sempre piu` orientato verso la precarieta.
Di fronte a questa emergenza diminuisce fortemente la preoccupazione in merito al mancato aumento dei salari, un problema segnalato come essenziale dal 13% degli intervistati, contro una percentuale del 42% registrata lo scorso anno. Ma come hanno reagito i risparmiatori alla tempesta dei mercati e come valutano il grado di affidabilita’ delle istituzioni finanziarie?

L’indagine mostra che tre italiani su quattro investirebbero in immobili, percepiti come unico bene rifugio certo, in particolare in periodi di turbolenza dei mercati. Appaiono invece in ripresa i fondi di investimento e le azioni su cui torna l’interesse anche grazie alle recenti buone performance dei listini.
La ricerca evidenzia che tra i piu’ interessati alla Borsa si segnalano gli uomini e i residenti al Nord, due dei segmenti che tipicamente sottoscrivono questo tipo di investimenti.
Sotto i colpi della crisi e del calo dei rendimenti perdono invece appeal i Bot e gli altri titoli di Stato. In compenso avanzano i conti correnti ad alta remunerazione che in un contesto di inflazione azzerata riescono in certi casi a garantire un rendimento reale di circa il 2%.
Rimane invece sostanzialmente stabile, e molto elevato, il livello di interesse per i buoni postali, in particolare nelle regioni del Centro e Sud Italia e tra le donne.

 

Al di la’ delle preferenze per i singoli impieghi e le scelte finanziarie, gli italiani, in relazione ai loro risparmi, si sentono in maggioranza (38%) ne’ tranquilli ne’ preoccupati, mentre cala dal 35 al 29% la percentuale di coloro che si dichiarano preoccupati.
Non si puo’ tuttavia ignorare che nonostante questo miglioramento della percezione sulla sicurezza 4 italiani su 10 continuano a dichiararsi preoccupati o molto preoccupati.

 

Anche i timori relativi alla possibilita’ di un fallimento di un’altra grande banca americana o europea si stanno ridimensionando. Nondimeno, circa un italiano su tre continua a ritenere possibile un altro crac bancario negli Stati Uniti e pochi di meno temono un’ analoga eventualita’ in Europa.

 

Fonte: www.ance.it

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