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Notizie inkasa

Notizie inkasa (85)

Il 36%, si conferma una delle agevolazioni fiscali più gradite dagli italiani. Anche perché è possibile cumulare il beneficio con lo sconto del 20% sull’ acquisto di mobili, elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, televisori e computer, solo se utilizzati per arredare una casa ristrutturata in regime agevolato.

Possono usufruire del beneficio fiscale coloro che hanno iniziato i lavori dopo il 30 giugno 2008, per gli acquisti effettuati nel periodo compreso fra il 7 febbraio e il 31 dicembre 2009.

Prorogato a tutto il 2012 il 36%. L’agevolazione spetta anche agli acquirenti o assegnatari di immobili che fanno parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione o da cooperative edilizie che in seguito provvedono all’ alienazione degli stessi. In questo caso, la detrazione del 36% è calcolata sul 25% del prezzo indicato nell’ atto, comunque entro il limite di 48mila euro.

Gli interventi devono essere eseguiti entro il 31 dicembre 2012, l’ atto deve essere stipulato entro il 30 giugno 2013.

Questo beneficio fiscale non solo agevola il recupero del patrimonio immobiliare del Paese, ma consente anche l’ emersione del lavoro nero e aiuta a combattere l’ evasione fiscale e contributiva.

 

Fonte: mondocasablog

Giovedì 10 Giugno 2010 08:54

Segnali positivi per il mercato immobiliare

Nuovi segnali positivi dal comparto immobiliare. Secondo il bollettino statistico della Banca d’ Italia la vendita di case registra una crescita più che positiva

I dati trasmessi dalla Banca d’ Italia sono il risultato di un sondaggio condotto da Tecnoborsa e che ha coinvolto oltre 930 agenzie immobiliari e che è stato realizzato tra il 6 aprile e il 3 maggio del 2010.
Le agenzie immobiliari hanno confermato un aumento delle compravendite per i mesi di gennaio, febbraio e marzo, prezzi più stabili e una crescita del volume di nuovi incarichi a vendere. Gli operatori prevedono una situazione positiva anche per i prossimi mesi, stimando un rinnovatomiglioramento delle prospettive del mercato.

Se si guarda ai numeri, i dati indicano una crescita del numero di case vendute + 12% rispetto al periodo precedente, confermando i segnali di stabilizzazione che si erano già riscontrati nel corso dell’ anno grazie alle rilevazioni dell’ Agenzia del Territorio. Un altro dato più che positivo è quello che si riferisce alla percentuale di operatori che hanno venduto almeno un immobile, ben il 71% dei casi. Questo valore è il più che è stato rilevato dal gennaio 2009.

L’ unica nota stonata delle rilevazioni riguarda il dato delle compravendite nelle aree urbane del Centro e del Sud, che hanno registrato un calo del numero totale. I dati confortanti si sono riscontrati anche per i prezzi delle abitazioni, infatti, nei primi tre mesi dell’ anno la quota di agenti che segnalano un calo dei prezzi è diminuita, passando dal 45,4% rilevato a fine 2009 a 42,6%.

 

Fonte: www.mondocasablog.com

Giovedì 10 Giugno 2010 09:00

Manovra finanziaria contro l'abusivismo

Manovra. Fiaip: bene norme su evasione fiscale ora si combatta l’ abusivismo e chi affitta ”al nero”

 

La Trasparenza e la tutela del consumatore sono al centro delle politiche della Fiaip, la Federazione degli agenti immobiliari professionali che aderisce a Confedilizia Confindustria, che loda la sanatoria catastale ipotizzata in sede di manovra finanziaria per la regolarizzazione fiscale di oltre 2 milioni di ”case fantasma”, e lo sforzo del Governo di contenere la spesa pubblica e gli sprechi.
”Invitiamo da tempo il Governo e i suoi esponenti ad intraprendere una lotta serrata all’ abusivismoe al denaro sporco. In Italia – dichiara Paolo Righi, Presidente Nazionale Fiaip – esistono almeno 20mila soggetti che svolgono l’ attività di agente immobiliare in modo fraudolento, eludendo il fisco e operando nella totale illegalità, a questi si aggiunge un 40% di contratti di locazione che sfugge all’ erario dello Stato. Riteniamo che il Governo possa condurre una seria battaglia contro l’ evasione e nel contempo armonizzare il peso delle imposte sugli immobili, che oggi trovano una sperequazione inconcepibile tra varie fasce di contribuenti”.

 

Fiaip, che in Italia rappresenta oltre il 50% delle agenzie immobiliari – sostiene Paolo Righi, Presidente Nazionale Fiaip – si batte da tempo per l’ introduzione della cedolare secca al 20% per i redditi da locazione, ed è contraria ad un eventuale aggravio di ulteriori imposte sugli immobili.

Chiediamo inoltre di poter normare il settore delle seconde case, 3 milioni di unità immobiliariresidenziali che soprattutto nel periodo estivo sono oggetto di locazioni in nero. La nostra proposta – ribadisce Righi – è quella di consentire alle agenzie immobiliari la gestione dei servizi turistici, in modo da poter combattere l’ elusione fiscale di chi affitta in nero, e creare nel contempo uncircuito turistico di ricettività garantita da alti standard qualitativi, che possa affiancare la più classica offerta alberghiera nella filiera del turismo”.

Fiaip, infine, a fronte della cospicua diminuzione delle compravendite sul mercato immobiliarenazionale, dichiara come nel 2009 il 70% delle agenzie immobiliari non saranno né congrue, né coerenti ai parametri degli studi di settore. La Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali chiede pertanto il congelamento dello strumento degli studi di settore, e la non applicabilità, in quanto – in un periodo di recessione - non assolvono più agli scopi iniziali per i quali erano stati creati. Fiaip si riserva di esprimere ulteriori osservazioni sulla manovra correttiva delGoverno una volta resa pubblica.

 

Fonte: www.fiaip.it

Fiaip ed Adiconsum insieme per il futuro della professione di agente immobiliare

A Napoli un confronto su un nuovo rapporto con i consumatori e il futuro della professione, insieme a politici e dirigenti della CCIIA

Oltre 150 agenti immobiliari hanno partecipato lo scorso 14 Maggio al convegno organizzato dalla Fiaip tenutosi all’ Hotel delle Terme di Napoli, sul tema: “Liberalizzazioni, soppressione del ruolotutela del consumatore: quale futuro per la professione di Agente Immobiliare?”
Il dibattito pubblico è stato seguito dalla stampa regionale e nazionale che ha mostrato molta attenzione all’ argomento messo sul tavolo dai massimi vertici di Fiaip, infatti il recepimento della nuova direttiva europea dei servizi cambia molte cose nel ”governo” delle attività terziarie (commercio, pubblici esercizi, artigianato, agenti immobiliari”.

Il Presidente Nazionale Fiaip, Paolo Righi, ad una domanda diretta posta da un giornalista su cosa ne pensa del recepimento italiano della Direttiva servizi europea “Bolkestein”, risponde: “Abbiamo salvato il salvabile della vecchia legge degli agenti immobiliari, ma ora dobbiamo andare avanti. I tempi sono maturi per una riforma della legge professionale degli agenti immobiliari’‘.

Ed ha incalzato: “Vedo il recepimento italiano della Direttiva servizi europea “Bolkestein” come frutto di un interessato equivoco, siamo arrivati ad un passo dalla cancellazione della nostra legge professionale e dalla totale deregolamentazione della nostra categoria, come Fiaip siamo riusciti a salvare il salvabile, mantenendo i requisiti professionali, scuola media superiore, corso con piano di studi regionale ed esame finale in Camera di commercio, arginando gli interessi delle grandi centrali multinazionali della mediazione immobiliare che avrebbero voluto la deregulation completa a discapito della professionalità, della competenza che restano, a mio avviso, elementi essenziali, indispensabili per esercitare la professione dell’ agente immobiliare”.

Ma ad entrare nel vivo su quale sarà il futuro degli agenti immobiliari in Italia è stato il Presidente del Centro Studi Nazionale Fiaip, Mario Condò de Satriano: ”Occorre partire dal percorso formativo per diventare agenti immobiliari. La nostra attività non è più quello del sensale ruspante degli anni Cinquanta, è diventata una professione molto complessa che impone una conoscenza a 360 gradi delle problematiche relative ad una compravendita, da quelle fiscali contrattualiurbanistiche e giurisprudenziali dalla psicologia alla scienza delle costruzioni.

 

Fonte: Ufficio Stampa Fiaip

Il corso e l’ esame camerale sono un baluardo ma non bastano, abbiamo bisogno di un percorso universitario, di una laurea triennale, con un piano di studi specifico per l’ accesso alla professione, tutto ciò renderebbe l’ agente immobiliare un vero professionista. Il secondo step è la formazionecontinua. Ultimo punto e non per importanza è l’ azione congiunta con le associazioni che tutelano i diritti dei consumatori“.

Al termine dell’ intervento di Condò, un giornalista gli ha chiesto un esempio concreto di una alleanza con i consumatori? ”La prima battaglia da fare con i consumatori è combattere il cattivo andazzo del “supero” o sovrapprezzo. Questa pratica, già bandita da Fiaip, consiste nel pattuire con il cliente – proprietario un prezzo netto, cosa che dà possibilità all’ agenzia immobiliare di praticare un ricarico occulto a proprio esclusivo vantaggio. L’ agente immobiliare deve essere compensato dalle parti con una provvigione chiara, trasparente e contrattata in anticipo”.

Casa: in arrivo l’ indice di accessibilità

Secondo il Centro Studi e Ricerche Abi in Italia la flessione dei prezzi degli immobili sembra piuttosto limitata (-0,7% nel 2009 rispetto al 2008 secondo i dati Omi)

Questa è una buona notizia per la stabilità finanziaria complessiva, ma non per le famiglie italiane che non hanno condizioni di accessibilità al mercato immobiliare.
Le famiglie, infatti, nel corso dell’ ultimo anno, hanno subìto una forte riduzione del loro redditodisponibile (-4,2% in termini di reddito unitario) e oggi una famiglia per acquistare una casa deve impiegare l’ intero reddito guadagnato in tre anni.

Quindi un interrogativo: la crescente possibilità di ricorrere all’ indebitamento bancario (+8,2% imutui a marzo 2010) ha permesso alle famiglie italiane di avere mediamente le risorse per acquistareun’ abitazione, senza comunque modificare la loro solidità finanziaria?

A tale interrogativo risponde il Centro Studi e Ricerche dell’ Abi, in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, elaborando un apposito indice (Housing Affordability Index)che nei prossimi mesi sarà ulteriormente sviluppato di concerto con l’ Agenzia dei Territorio.

L’ obiettivo di tale indice è quello di valutare quanto siano coerenti le condizioni economiche dellafamiglia media italiana rispetto all’ accensione di un mutuo per l’ acquisto della casa. Lavalutazione si basa su parametri fondamentali: il rapporto tra reddito prezzo della casa (prezzi relativi) e la dinamica dei tassi sui mutui.

In particolare, l’ acquisto di una casa è possibile se la rata del mutuo non supera il 30% del redditodisponibile della famiglia. L’ indice è costruito proprio come la differenza tra tale valore e l’ incidenza effettiva della rata.

Dall’ analisi dell’ indice emergere come la congiuntura positiva sia dovuta all’ evoluzione del costo dei mutui che ha raggiunto negli ultimi mesi i livelli minimi del biennio 2005 – 2006. Mentre la dinamica tendenzialmente negativa dell’ indice è determinata dal peggioramento delle condizioni redditualidelle famiglie rispetto ai prezzi delle abitazioni.

Pertanto per il futuro il miglioramento dell’ accesso al mercato immobiliare dipenderà da unapolitica economica generale che possa accrescere il potere di acquisto dei redditi mediante ilrecupero dei livelli di produttività e quindi delle capacità competitive del Paese.

 

Fonte: www.ance.it

News. Efficienza energetica, attiva la registrazione on line

Procedura telematica per usufruire degli incentivi economici per l’ acquisto di immobili ad alta efficienza energetica

È stato attivato, sul portale del Ministero dello Sviluppo Economico (http://incentivi2010.sviluppoeconomico.gov.it/), il servizio di registrazione on line per la prenotazione del contributoper l’ acquisto di immobili ad alta efficienza energetica.
Da oggi tutte le operazioni inerenti la registrazione dell’ impresa venditrice, la prenotazione delcontributo e la conferma dell’ avvenuta sottoscrizione del contratto definitivo di compravendita, devono essere espletate esclusivamente utilizzando il portale internet del Ministero. Anche leimprese già registrate tramite il numero verde 800 556670 del call center, e già dotate di codice identificativo, devono procedere alla conferma tramite portale.

Si ricorda che per usufruire del contributo, il venditore deve farsi assegnare un Codice identificativo, che servirà per le prenotazioni dei contributi.

I venditori che hanno effettuato la registrazione telefonica devono confermarla sul sito del Ministero disponendo dei seguenti dati:
Codice Identificativo del venditore fornito al termine della registrazione effettuata tramite call center
* Codice REA
* CAP e località della sede dell’ esercizio
* Codice fiscale dell’azienda

I venditori che invece non hanno ancora effettuato la registrazione devono attuarla sul sito del Ministero ma disponendo dei seguenti dati:
* Codice REA
* CAP e località della sede dell’ esercizio
* Codice fiscale dell’ azienda
e selezionare ”nessuna prenotazione effettuata fino ad ora”.

La conferma della registrazione consentirà di ottenere la password di accesso al portale per la prenotazione dei contributi direttamente via Web. Tale password verrà inviata all’ indirizzo e – mail indicato in fase di conferma.

Dopo la fase di registrazione on line, sarà visualizzato un link che permetterà di scaricare e stampare il contratto, compilarlo e firmarlo per poterlo inviare (insieme alla copia del documento d’ identità del rappresentante legale / titolare) via fax o tramite posta tracciata ai seguenti indirizzi:

Liguria, Emilia – Romagna, Piemonte, Friuli – Venezia Giulia, Lombardia, Valle d’ Aosta, Trentino – Alto Adige e Veneto
Posta Tracciata: Poste Italiane S.P.A. Centro Servizi di Milano – piazza Vesuvio, 6 – 20144 Milano Fax: 06 9868 3901 – 06 9868 3902 – 06 9868 3903 – 06 9868 3904 – 06 9868 3905

Toscana, Campania, Umbria, Sicilia, Lazio, Puglia, Abruzzo, Calabria, Sardegna, Molise, Marche, Basilicata
Posta Tracciata: Poste Italiane S.P.A. Centro Servizi di Roma – Viale Trastevere, 191 – 00153 Roma Fax: 06 9868 3701 – 06 9868 3702 – 06 9868 3703 – 06 9868 3704 – 06 9868 3705

Il venditore, nei 20 giorni precedenti la stipula del contratto definitivo di compravendita, dovrà poi procedere alla prenotazione del contributo presso Poste Italiane (soggetto di cui si avvale ilMinistero dello Sviluppo Economico), previa verifica della disponibilità delle risorse finanziarie, tramite il sito http://incentivi2010.sviluppoeconomico.gov.it/ .

Per la prenotazione del contributo si dovranno fornire i seguenti dati:
- Settore di appartenenza del prodotto (cioè immobili ad alta efficienza energetica)
- Tipologia del prodotto (prestazione energetica migliore del 30% o 50% rispetto ai limiti fissati dal decreto)
- Superficie utile sulla quale viene calcolato il contributo (indicata nell’ attestato di certificazione energetica)
- Estremi dell’ acquirente (codice fiscale e dati bancari per il successivo accredito del contributo)
- Prezzo base (al lordo di IVA)

Verrà quindi assegnato un codice di prenotazione.
Al momento della stipula del contratto definitivo di compravendita, ai fini dell’ ottenimento deicontributi, deve essere confermata la prenotazione del contributo.
Fonte : www.ance.it

L’analisi della domanda ad Ottobre 2010 evidenzia che nelle grandi città italiane la tipologia più richiesta è il trilocale, che raccoglie il 35,8% delle preferenze

A seguire il bilocale con il 30,2%, il quattro locali con il 21,6% ed infine il cinque locali con il 7,9%. Nei capoluoghi di regione la concentrazione della domanda di trilocali è più elevata ed è pari a 50,5%, seguita dal bilocale con il 28,2% ed infine dal quattro locali con il 15,2%.
Nelle grandi città ci sono comunque delle eccezioni. Milano, Roma e Napoli segnalano infatti come sempre una maggiore richiesta per il bilocale. A Torino a differenza di un anno fa è il trilocale la tipologia che raccoglie la maggiore concentrazione delle richieste.

Da segnalare che da Ottobre 2009 a Ottobre 2010 sia nelle grandi città che nei capoluoghi di regione è stato il bilocale che ha registrato un aumento della concentrazione delle richiesterispettivamente con +1,4% e +1,5%.

Questo può essere spiegabile con la diminuita disponibilità di spesa legata all’importo mutuabile e con il confermato interesse degli investitori per il mattone.

Nei capoluoghi di regione si registra anche un incremento della concentrazione delle richieste anche sui trilocali (+0,3%) e sui cinque locali (+1,5%).

 

Fonte: mondocasablog

Martedì 09 Novembre 2010 15:40

La cedolare secca: nuova legge sulle locazioni

Mercato immobiliare, nuova legge sulle locazioni: in aumento i contatti

La nuova norma piace a inquilini e locatari. Ma non solo.

La “cedolare secca”, la legge che introduce la tassazione unica sui contratti di locazione, aiuterà la ripresa delmercato immobiliare. Ne sono certi gli addetti ai lavori che, a due mesi dall’entrata in vigore della legge 42/09 (primo gennaio 2011) avvertono un interessante fermento nelmercato immobiliare. Anche se, come precisa Paolo Righi, presidente della Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali) ”bisognerà attendere l’entrata in vigore del cosiddetto federalismo fiscale per capire realmente se la cedolare porterà i benefici per cui ci battiamo da tempo”.
In attesa di verificare quanto e come il mercato immobiliare cambierà con la nuova legge, un elemento è certo: attorno al mondo degli affitti si sta avvertendo un determinato cambio di rotta. ‘‘Dal mese di agosto a oggi – spiega Claudio De Angelis, responsabile di Affitto Assicurato (www.affittoassicurato.com), leader nella distribuzione di garanzie sugli affitti attraverso le agenzie immobiliari -, tutte le nostre sedi operative in Italia hanno aumentato i loro contatti in vista di possibili affitti. Certo, è ancora presto per dire se effettivamente la cedolare servirà allo scopo di far emergere il nero e di garantire più flessibilità nella stipula di contratti d’affitto, ma non si può nemmeno sottovalutare il forte interesse che sta dimostrando”.

Un dato su tutti: circa il 7% delle case sfitte in Italia è di proprietà di pensionati che non mettono a reddito il proprio immobile perché andrebbe a inficiare la loro dichiarazione dei redditi:È un dato davvero importante – spiega il presidente della Fiaip, Righi - e che viene colpevolmente ignorato. Ma stiamo parlando di una fetta di mercato davvero ampia che porterebbe giovamento sia al mercatosia alle casse statali”.

Perché, di fatto, i pensionati italiani che hanno una casa da affittare e, dunque, da mettere a reddito o non lo fanno o la cedono ai propri figli in attesa di momenti economici migliori che permettano loro di potersi permettere un‘abitazione di proprietà.

Una situazione di questo genere – continua De Angelis - non permette al mercato di decollare come si vorrebbe. Stando ai dati della Cisl, in Italia ci sono circa 5 milioni di case sfitte. Con la nuova legge, aggiunta alle nuove sicurezze che contratti come quello di Affitto Assicurato garantiscono, possiamo facilmente affermare che il giro d’affari quadruplicherebbe, con vantaggi evidenti per tutti: proprietari, affittuari, mercato, casse statali”.

L’incognita, dunque, sta tutta nell’attuazione del federalismo fiscale che, come è ben noto, dipenderà dagli enti locali (Regioni, Province e Comuni):Una situazione non propriamente ottimale– precisa ancora Righi perché in alcune zone d’Italia potrebbe portare dei grandi vantaggi, dall’altro potrebbe essere addirittura negativa”.

Secondo Valerio Angeletti, presidente della Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d’affari)la nuova legge avrà un effetto immediato ”sull’emersione del nero. È stata voluta soprattutto per evitare spiacevoli e continui raggiri della legge – precisa – che, nel breve tempo, porterà chi è titolare di un’abitazione a intuire che è meglio dichiarare che non farlo”.

”Si tratta di un primo passo importante – conclude De Angelis -che aiuterà un mercato con immense potenzialità non sfruttate appieno. Staremo a vedere. Certo è che il fermento si avverte giorno dopo giorno e che chi ha interesse ha cominciato a informarsi sulle grandi possibilità che entreranno in vigore dal primo di gennaio del prossimo anno”.

 

Fonte: mondocasablog


Martedì 09 Novembre 2010 15:46

Rinegoziazione mutuo

Casa e finanziamenti: come rinegoziare il mutuo se troppo caro .

Per un piccolo risparmiatore che sta rimborsando unmutuo, azzeccare il giusto tasso può permettere di ottenere un rendimento (in termini di risparmio sulla rata) nettamente superiore a quello che offrono oggi titoli di Stato, conti di deposito e altri strumenti pratici che consentono di remunerare la liquidità

Chi sta per stipulare un nuovo mutuo ma anche chi sta già rimborsando un mutuo e non è soddisfatto del tasso, se non ha ancora preso le contromisure, qualcosa può fare per risparmiare e ottimizzare la gestione finanziaria del bilancio familiare. Ecco come fare ad abbassare la rata del mutuo in tre tempi.

Prima si individua il debito residuo da versare (dato dalla differenza tra il capitale chiesto in prestito alla banca che ha concesso il mutuo e quello sinora restituito). Dopo è bene appuntarsi anche l’importo dell’ultima rata e il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) che si sta pagando, e gli anni che mancano all’estinzione naturale del mutuo. A questo punto si è in possesso di tutti gli strumenti per provare a migliorare le condizioni del proprio mutuo.

In secondo luogo effettuare simulazioni con le offerte di mutui di surroga proposte da altre banche. La surroga, già contemplata dall’articolo 1202 del Codice civile, è stata rilanciata dalla legge Bersani bis (numero 40 del 2007): prevede che un debitore possa trasferire senza spese l’ipoteca iscritta a garanzia di un vecchio mutuo in un nuovo contratto concesso da un altro istituto (portabilità). Per avere un quadro più ampio è preferibile considerare opzioni a tasso fisso, variabile e variabile a rata costante. Non lasciando nulla al caso.

Salvo rare eccezioni, qualunque sia la strada scelta (il tasso fisso si addice più a chi ha un reddito fisso e non può sopportare eventuali sbalzi dei tassi, mentre il variabile, finanziariamente e statisticamente sempre più conveniente nel lungo periodo, si addice a chi ha un reddito tale da sostenere eventuali rialzi dei tassi) le nuove offerte saranno più vantaggiose rispetto alla rata che si sta attualmente pagando (in particolare per chi ha stipulato un tasso fisso tra il 2007 e il 2008).

In terzo luogo, con in mano la nuova potenziale rata più vantaggiosa, ci si può recare presso la propria banca e provare la strada della rinegoziazione (non si cambia banca, si può cambiare tasso e durata del mutuo ma non l’importo). La domanda da porre è semplice: perché potrei avere queste condizioni quando in realtà sto pagando molto di più? L’istituto che ha erogato il mutuo ha la facoltà di rinegoziare le condizioni precedenti con delle condizioni migliori per il cliente. Si tratta di una facoltà, e non di un obbligo. Di solito però succede perché pur di non perdere il cliente la bancaaccetta di abbassare i tassi.

In ogni caso, la rinegoziazione è la scelta più pratica per chi intende abbattere la rata del mutuo. La legge 244/2007 (nota come la Bersani bis) prevede, infatti, che in ogni momento la banca e il cliente possano accordarsi su una modifica di alcune condizioni del contratto ‘’senza spese e mediante scrittura privata anche non autenticata”. Allo stesso tempo la banca può preferire un intervento delnotaio sulla rinegoziazione, tramite forma notarile o autentica. In questa ipotesi le spese sono a carico del cliente che però può chiedere che il notaio applichi una riduzione dei suoi compensi.

C’è ancora un’altra possibilità. Se la banca non accetta la rinegoziazione rischia di perdere il cliente, proprio perché questi ha la possibilità anche di surrogare a zero spese il mutuo presso un altro istituto (si può cambiare tasso e durata del mutuo ma non l’importo). In questo caso le simulazioni effettuate e i preventivi richiesti (la prima mossa) ritornano utili. È il momento di contattare l’istituto che offre le condizioni più vantaggiose sulla base del proprio profilo di rischio, e avviare la procedura di surroga.

Dato che l’ipoteca è la stessa, l’importo del mutuo non cambia, ma possono essere modificati durata e tasso conservando i benefici fiscali del vecchio contratto (si continuano a detrarre gli interessi passivi in caso di acquisto di prima casa, non si pagano più bolli, eccetera). E, soprattutto, non si deve procedere all’iscrizione di una nuova ipoteca, risparmiando sui costi annessi (imposta sostitutiva dallo 0,25 al 2%).

Anche in questo caso, le ultime normative favoriscono il cliente. La legge Finanziaria 2008 stabilisce che ”non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovomutuo, per l’istruttoria e gli accertamenti catastali, che si svolgono secondo procedure di collaborazione interbancaria improntate a criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi connessi”. L’operazione è quindi a costo zero: tutti i costi, compresi quelli del notaio, sono a carico della nuova banca.

La sostituzione, l’alternativa
Chi vuole approfittare del “cambio mutuo” per chiedere ulteriore liquidità può farlo, se la banca valuta che le sue condizioni patrimoniali e reddituali siano in grado di sopportare un esborso ulteriore. In questo caso si parla di sostituzione (è possibile cambiare tasso, durata e importo). Ma è bene sapere che modificando l’importo del finanziamento non si può mantenere la stessa ipoteca. Bisogna quindi iscrivere una nuova ipoteca con un nuovo atto notarile, a carico del cliente. Il cliente dovrà anche ripagare l’imposta sostitutiva (dallo 0,25 al 2% dell’erogato). Inoltre, se il nuovomutuo è di importo superiore alla quota residua di capitale da rimborsare, maggiorata delle spese e degli oneri correlati, si perdono i benefici fiscali (interessi passivi detraibili in caso di acquisto di prima casa…).

 

Fonte: il sole 24ore

Sabato 20 Novembre 2010 17:09

Mercato immobiliare in ripresa?

Dopo mesi di tempeste e nubi grigie all’orizzonte, ora sta finalmente cambiando il vento per il mercato immobiliare. I dubbi e le incertezze che avevano contrassegnato il 2009 - l’annus horribilis - stanno infatti lentamente lasciando spazio al sereno, con il popolo degli aficionados del mattone che hanno fatto riprendere la corsa al settore, ricominciando a manifestare una nuova volonta’ di acquisto e di investimento. A scattare questa fotografia e’ l’Istat nel rapporto su “Compravendite immobiliari e mutui”, secondo cui nel secondo trimestre 2010 si conferma la ripresa del mercato, trainato soprattutto dal Mezzogiorno. Numeri alla mano, dopo il +2,3% registrato nei primi tre mesi dell’anno, le compravendite - spiega l’Istat - sono risultate pari a 227.140, in ulteriore aumento del 2,2 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, gli incrementi piu’ sostenuti si sono registrati in maggior misura al Sud (+7,4%) e al Centro (+5,9%). Nelle Isole la crescita e’, invece, piu’ contenuta (+0,8%) e inferiore alla media nazionale, mentre nel Nord-ovest e nel Nord-est si registrano variazioni tendenziali negative, pari allo 0,5% in ambedue le aree geografiche. Dato positivi, quindi, questi che contraddistinguono il mattone, ma la strada che porta fuori dalla crisi e’ ancora lunga e piena di insidie. Basti pensare che se nel primo semestre 2010 si sono realizzate 417.868 compravendite, nello stesso periodo del 2006 gli scambi erano stati 564.685, vale a dire il 26% in piu’. Gli esperti dell’Istat spiegano, infatti, che la crescita registrata quest’anno “e’ dovuta unicamente alle compravendite di immobili ad uso residenziale (+2,6%), mentre quelle di immobili ad uso economico continuano a mostrare un andamento negativo, segnando una flessione del 4,8%”. Capitolo a parte per le modalita’ d’acquisto delle case. Dalla ricerca emerge che i prestiti per l’acquisto di un’abitazione sono stati 210.579, di cui 125.472 (pari al 59,6%) con costituzione di ipoteca immobiliare e 85.107 (40,4%) senza costituzione di ipoteca immobiliare. Il numero totale dei mutui e’, quindi, aumentato del 4% rispetto al secondo trimestre 2009, confermando - seppure in misura piu’ contenuta rispetto al trimestre precedente - la fase di ripresa tendenziale del fenomeno iniziata negli ultimi tre mesi del 2009, ma ancora insufficiente a recuperare i livelli raggiunti nel 2006. Nello specifico, nel primo semestre 2010 sono stati concessi 390.233 mutui contro i 473.689 stipulati nel primo semestre 2006 (-17,6 per cento). Anche per quanto riguarda i mutui, il rialzo maggiore si registra nel Sud. Con riferimento al totale, nel secondo trimestre del 2010, fa sapere sempre l’Istat, la crescita rispetto allo stesso periodo del 2009, e’ stata del +11,6% per il Meridione, seguono le Isole con +8,4% e il Centro con +5,6%. In Italia settentrionale, invece, si nota un aumento molto piu’ contenuto per il Nord-Ovest (+2,7%) e addirittura un calo per il Nord-Est (-1,5%).

Fonte:  miaeconomia

 

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